IL BUIO OLTRE LA SIEPE

    Crescere è una lotta dura e faticosa, dove c’è bisogno di coraggio e grande forza morale per affrontare il mondo dei grandi, con le sue cattiverie e le sue meschinità.


    Ed è difficoltoso superare la paura del buio oltre la siepe, di quello che sta oltre e non si conosce, la paura dell’ignoto che scaturisce dall’ignoranza ed è causa di pregiudizio.

    È questo che imparerà la piccola Scout Finch in quei tre anni della sua infanzia.

    Il buio oltre la siepe è un romanzo della scrittrice statunitense Harper Lee, che le è valso il Premio Pulitzer per la narrativa ed è ancor oggi uno dei libri più letti non solo nel continente Nord Americano. Viene definito un romanzo di formazione, ma schematizzarlo in questo struttura è troppo semplicistico.

    Siamo negli anni ’30, durante la grande depressione, in una piccola cittadina di provincia dell’Alabama, l’immaginaria Maycomb. Qui vive la piccola Scout Finch di 6 anni con la sua famiglia. Il padre, l’avvocato Atticus Finch, un uomo mite e pacifico, dallo spirito aperto e generoso, ma soprattutto un uomo liberale dalla forte personalità e integrità morale e il fratello Jem di dieci anni. I due ragazzi sono orfani e sono accuditi e educati senza pregiudizi di sesso o si razza dalla governante di colore Calpurnia, trattata semplicemente come una persona di famiglia, il che fa intuire già dalle prime pagine il clima di liberalità che regna nella casa e i principi educativi e i valori morali che respirano i due giovani ragazzi Finch.

    Le vicende della cittadina e dei suoi abitanti si dipanano nell’arco di tre anni e sono vissute e descritte dalla piccola Scout tra la scuola, le scoperte da bambini e i giochi con il fratello e l’amico Dill, con una curiosità tipicamente infantile ma già con una tempra onesta e determinata.

    Il fulcro della storia è il processo a Tom Robinson, un bracciante afroamericano accusato di violenza da una giovane donna bianca e della cui difesa si incarica Atticus Finch, incurante dell’ottica razzista che governa le leggi sociali del tempo.

    Ma possono la verità e la giustizia veramente trionfare o è più sicuro rifiutarsi di vedere e rifugiarsi nei propri pregiudizi? Perché a volte ammettere i propri errori vuol dire scardinare l’intero sistema sul quale basiamo tutta la nostra vita e le nostre serenità faticosamente conquistate. E questo non solo è difficile, ma fa paura.

    Allora qual è il significato della giustizia, del coraggio e quali sono le qualità che danno valenza all’essere umano?
    “Volevo che tu imparassi una cosa: - dirà Atticus Finch al figlio - volevo che tu vedessi cos’è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Avere coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare ugualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede".

    Per questo sarà tortuosa la strada che percorrerà Scout per crescere e capire. Dovrà osservare il mondo dei grandi con le sue regole spesso irragionevoli, fare a botte per difendere i suoi principi, comprendere le diverse forme che può assumere un’amicizia, per poter così guardare con occhi diversi lo strano vicino di casa ed accettare chi è diverso da sé senza preconcetti. E allora alla fine del libro potrà affermare che: “Non potrai mai conoscere un uomo veramente finché non ti metti nei suoi panni e non ci vai a spasso”.


    Perché leggere "Il buio oltre la siepe"

    Il buio oltre la siepe è un libro scritto il secolo scorso ma che tratta con straordinaria sensibilità ed intelligenza temi sempre attuali. È un libro che arriva dritto alla nostra coscienza profonda, svela l’ignoranza dell’individuo e attacca le nostre meschinità.

    In un secolo in cui ancora si sente ancora parlare di paura del diverso e si usano toni omofobici per offendere gratuitamente le persone, leggere questo libro potrebbe schiarire la mente o aprire nuovi orizzonti di consapevolezza.


    Harper Lee

    Harper Lee nasce a Monroeville, nell’Alabama nel 1996 e muore nel febbraio 2016.
    Dopo studi in legge e primi lavori come segretaria, viene convinta ad entrare nel mondo dell’editoria dal suo amico d’infanzia Truman Capote.
    Dopo Il buio oltre la siepe scrive

    • Christmas to Me, nel 1961
    • Love - In Other Words, sempre nel 1961
    • When Children Discover America, nel 1965
    • Open Letter to Oprah Winfrey, nel 2006 


    Nel 2005 viene pubblicata Go Set a Watchman, tradotta in italiano come Va, metti una sentinella, sequel del suo capolavoro Il buio oltre la siepe, che narra fatti accaduti vent’anni dopo, ma scritto in realtà a metà degli anni ’50.


    Curiosità

    Il buio oltre la siepe venne pubblicato nel 1960 con il titolo originale To Kill a Mockingbird, che è intraducibile in italiano, perché il Mockingbird è una specie di uccello endemica del Nord America, ma assente in Italia e che perciò è stato genericamente tradotto come Uccidere un cardellino. La metafora del cardellino viene ripresa più volte durante il corso della narrazione e rappresenta l’inutilità della violenza a tutti i costi, l’ingiustizia di scagliarsi contro un essere inerme e indifeso. Quando lo zio per Natale regala ai ragazzi un fucile, Atticus spiega al figlio che va bene cacciare, ma è un peccato uccidere un cardellino, perché è un animale mite che non fa del male a nessuno.

    Truman Capote, lo scrittore statunitense amico d’infanzia dell’autrice, ha ispirato il personaggio di Dill, l’amico dei due ragazzi Finch.

    Per il personaggio di Atticus Finch, invece la scrittrice si è ispirata al padre, anch’egli avvocato, uomo estremamente onesto e di saldi principi morali, tenero e affettuoso con i figli. Aveva, tuttavia, idee di matrice segregazioniste.

    Il nucleo principale del romanzo, invece, richiama un fatto realmente accaduto a Scottsboro nel 1931, quando una donna bianca aveva falsamente accusato di stupro nove ragazzi di colore, per sottrarsi a sua volta a una condanna.

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